mercoledì 13 luglio 2011

LA CHIESA DEGLI "SBIRRI"

Annunziata delle Balate-Cripta sotterranea

Annunziata delle Balate-Portale esterno

Annunziata delle Balate-Interno
[TESORI] Girando per i vicoli del centro storico, mi sono imbattuto per caso in una chiesa sconsacrata ed ora biblioteca e ludoteca per bambini. Incuriosito, sono entrato e ho chiesto informazioni alle maestre che gentilmente mi hanno fatto un pò da cicerone. La chiesa è l'Annunziata delle Balate (nell'omonima viuzza, presso ballarò), costruita e appartenuta nel '600 all'ordine dei Francescani, poi ceduta verso la metà del '700 alla confraternita degli Algoziri, più comunemente chiamati già a quell'epoca "sbirri", una sorta di investigatori giudiziari molto temuta per i modi a volte non proprio "gentili"...
La chiesa, restaurata da qualche anno, ha dei sotterranei dove c'erano i loculi per le salme dei confrati. Inoltre in una stanza che le maestre mi hanno permesso di visitare, c'è a terra una grossa lastra di vetro rettangolare attraverso la quale si scorgono degli scalini, alla cui fine (come dice una maestra) è stato issato un muro, ma che anticamente pare arrivassero sino alle sponde di un fiume (il Kemonia?). Una scoperta anche questa, una delle tante che si possono fare giusto gironzolando qua e là in certi quartieri antichi...

UN DELITTO DI MAFIA DI CENTO ANNI FA

Il punto in cui cadde Joe Petrosino a Piazza Marina
La lapide sul luogo del delitto

Joe Petrosino (1860-1909)
[PERSONAGGI] Il 12 Marzo del 1909 a Palermo cadeva, vittima di esecuzione mafiosa, l'investigatore italo-americano Joe Petrosino. All'epoca il fatto suscitò uno scalpore tale da poter ricordare delitti di mafia illustri e molto più vicini ai nostri giorni (purtroppo). Ma chi era Petrosino ? Brillante luogotenente della polizia di New York, era stato il primo a capire i legami tra la criminalità organizzata d'oltreoceano e quella del sud Italia. Combattè ferocemente la cosiddetta "Mano Nera", arrivando a formare una squadra di polizia tutta di origine italiana, che meglio potesse addentrarsi in certe faccende. Attraverso indagini a tappeto, infiltrazioni di poliziotti nella malavita ed altro, Petrosino ottenne risultati molto notevoli, a tal punto che era l'uomo più temuto dai mafiosi americani. All' inizio del 1909, col pieno consenso del suo capo, il futuro presidente americano Theodore Roosevelt, decise di fare un viaggio in Italia per meglio capire certe situazioni e stabilire contatti con la polizia italiana. Giunto a Palermo, alloggiò presso Piazza Marina. La sera del 12 Marzo 1909, verso le 20.45, dopo aver percorso le poche decine di metri che separavano una trattoria dal suo hotel, fu avvicinato alle spalle da qualcuno che gli sparò diversi colpi, uccidendolo. Il suo arrivo a Palermo era stata annunciato da qualcuno d'oltreoceano, gente che aveva giurato di fargliela pagare. Senza la protezione della polizia locale, cadde presso l'inferriata del giardino Garibaldi, nel tratto di fronte a Palazzo Steri... Non dimentichiamoci di lui, che in fondo fu una sorta di Falcone o Borsellino ante litteram...

VIDEO : Joe Petrosino,un grande poliziotto ucciso dalla mafia




FRANCO FRANCHI...Una persona umile

Franco Franchi (vero nome Franco Benenato) 1928-1992
[PERSONAGGI] Mio papà era stato compagno di giochi, nella sua infanzia, di Franco Franchi e dei suoi fratelli (non so di preciso di chi, perchè erano...parecchi). Un ricordo che ho indelebile nella mente risale a quando, molto piccolo, mio padre mi portò a vedere la processione del Venerdì Santo, e all'altezza di piazza S.Domenico, messo in un angolino, in disparte, c'era Franco Franchi appoggiato al muro di una abitazione che si godeva lo spettacolo. Ricordo il saluto tra lui e mio padre : "Ciao Franco" - "Ciao Franco" (mio padre si chiamava pure così), e una carezza alla mia guancia. Due battute veloci, e poi Franchi sparì nel nulla, nonostante un tentativo di un tale, che si era accorto della sua presenza, di fargli fare un applauso dalla folla... Tentativo smorzato dallo stesso Franchi con un gesto tipico, dito indice sulle labbra e leggero scuotimento della testa, come a dire "zitto, non è necessario"... Mio padre me lo descriveva così, timido, riservato, quasi schivo, distante anni luce dalla maschera inconfondibile che lo aveva portato alla celebrità... Un'altra cosa che mi diceva sempre riguardava la sua grande generosità e il non aver mai dimenticato le sue origini, che definire umili è quasi un eufemismo... Mia nonna mi raccontava che a volte la madre di Franchi saliva a casa sua e le chiedeva qualcosa per poter sfamare la tribù di figli (pare fossero più di quindici)... Origini povere delle quali andava fiero, essendo rimasto anche molto legato al quartiere della Vucciria.Uno dei mantelli della statua dell'Addolorata che viene portata ancora oggi in processione il Venerdì Santo dalla confraternita dei Cassari, reca la scritta "Dono dell'attore Franco Franchi". Lui stesso scherzava sul fatto che fosse nato a Vicolo delle Api (zona monte di Pietà) e poi ancora in fasce, trasferitosi a Via Terra delle Mosche, nel quartiere Vucciria... Da un insetto all'altro... Oggi mi pare che la sua figura, dai palermitani stessi, sia stata un pò dimenticata, così come quella della sua metà artistica, Ciccio Ingrassia... Ma intitolare una via, una piazza ??....

VIDEO : Gli ultimi giorni di Franco Franchi 

S.EULALIA DEI CATALANI...La Leggenda del Crocifisso

S.Eulalia dei Catalani-Particolare della facciata
S.Eulalia dei Catalani-Esterno
[MISTERI] Nel cuore della Vucciria c'è il complesso di S.Eulalia dei Catalani, che comprende una chiesa, oggi sconsacrata, e alcuni edifici adiacenti che ospitano un istituto di cultura spagnola. La chiesa venne costruita nel XV secolo da parte delle autorità di Spagna, nazione a cui ancora appartiene. Secondo quanto si sa, rimase chiusa per tantissimi anni e poi riaperta, ma in stato di totale abbandono per furti vari, solo una quindicina di anni fa. Ricordo che andai a vedere questo gioiellino d'arte gotico-rinascimentale quando per breve periodo fu visitabile nell'ambito di alcune iniziative comunali. La sua facciata esterna e le sue imponenti colonne interne, di marmo di Barcellona, erano spettacolari, così come il sontuoso crocifisso ligneo che occupava una intera parete. E proprio quest'ultimo merita un discorso a parte... Circa una trentina d'anni fa, venne una delegazione dalla Spagna per fare un censimento dei beni iberici a Palermo e dintorni. Si decise di riportare il crocifisso in Spagna per il suo restauro e poi decidere se riportarlo o meno indietro. Ebbene, quando fu staccato dalla parete per caricarlo su un furgone parcheggiato fuori, le porte della chiesa si chiusero da sole, senza che nessuno le avesse toccate. Il tentativo di tirarlo fuori fu ripetuto varie volte, ma sempre le porte si richiudevano da sè... Questo mi è stato raccontato da chi era presente e da qualche negoziante dei dintorni che ancora ricorda l'accaduto... Qualche anno fa invece il crocifisso venne rubato ma il giorno dopo fu ritrovato nei pressi della chiesa, lasciato, a quanto pare dai ladri stessi... Sarà vero tutto questo ? Io voglio assolutamente crederci...

martedì 12 luglio 2011

UNA SANTIFICAZIONE MANCATA?... Il Servo di Dio Antonino Petyx

[PERSONAGGI] Il barone Antonino Petyx nasce a Casteltermini (AG) e da giovanissimo entra nelle file dell'Azione Cattolica. Nel 1896 sposa Maria Felice Mortillaro marchesa di Villarena e proprietaria dell'omonima villa nei pressi della borgata di Cruillas. Attorno al 1902, spinto da un insopprimibile bisogno di donare se stesso alle opere di misericordia, fonda numerosi centri di assistenza per i meno fortunati. Alcuni di questi furono: Guardaroba e Cucine per i poveri, Biblioteca Educativa, etc...Dopo aver trascorso tutta la sua vita aiutando i poveri (a tal punto che si vocifera che abbia donato gran parte delle sue proprietà) e rimanendo ad abitare a villa Arena Mortillaro, pervenutagli in dote dalla moglie, morì una notte del 1935. Nel 1966 venne indetta la Causa di beatificazione dalla Curia di Palermo.
Oggi, dopo ben 45 anni, tutto risulta ancora fermo...La stessa villa, dove abitò il Servo di Dio, si trova in condizioni di estremo degrado a testimonianza dell'abbandono che si protrae da molti anni. Ma, a fare il buon samaritano ci si guadagna qualcosa ?...

Antonino Petyx

Villa Arena Mortillaro a Cruillas
Ps: Ringrazio per questo post mio cugino Fabrizio Giuffrè che gentilmente mi ha fornito testo e foto, che faranno parte di una sua futura pubblicazione intitolata "Cruillas: storia e memorie di una antica borgata"

UNA PREGHIERA...DA CORREGGERE

[ANEDDOTI] Una delle tante edicole votive del centro storico, esattamente in una traversina di piazza Sette Angeli (alle spalle della Cattedrale), recita così....
Ma secondo voi chi ha inciso questa scritta di fine '800, si è"scanzato" qualche "flaggello" o no ? A me resta il dubbio...

L'ESECUZIONE DI UNA AVVELENATRICE...Una maledizione eseguita

Palazzo Steri

Piazza Marina-Giardino Garibaldi

Uno dei ficus secolari del Giardino Garibaldi
[PERSONAGGI] Febbraio 1633. Viene catturata la famosa avvelenatrice Francesca La Sarda, a cui le autorità danno la caccia già da qualche tempo. Francesca è accusata sia di aver avvelenato tante persone con le proprie mani, sia di aver fornito veleno su "commissione". La particolarità del suo veleno, che lascia solo pochi istanti di vita a chi lo ha ingerito, è che pare sia composto per la maggior parte da acqua... Insomma è una sorta di laureata in chimica che sfrutta il suo titolo di studio non certo per fare del bene all'umanità. La sua cattura suscita clamore tra il popolo, perchè nonostante tutto è molto famosa e probabilmente a certuni ha fatto anche qualche "favore", togliendo di mezzo qualche marito manesco o qualche moglie adultera... Rinchiusa nelle carceri della Vicaria, è giudicata ovviamente colpevole e condannata a morte... Perchè la sua sentenza sia eseguita, deve fare solo pochi metri, in pratica attraversare il pianoro di piazza Marina (futuro Giardino Garibaldi) e giungere al patibolo, più o meno davanti al vicolo delle Teste (oggi vicolo Palagonia all'Alloro)...
Sarà giustiziata infatti lì, il 16 Febbraio del 1633. La sua esecuzione attira un tale numero di persone, avide a quei tempi di spettacoli macabri, a tal punto che le autorità cittadine decidono di costruire dei palchi in legno, a mò di gradinate di stadio, per poter dare una buona visuale dello spettacolo a tutti... Dopo aver percorso le poche decine di metri che separano palazzo Steri dal luogo del patibolo,  Francesca è presa di scherno dalla folla presente, ma è lei stessa a prendere la parola e fa una promessa solenne... "Ridete pure...Tanto molti di voi stanno per venire con me !" Un attimo dopo che la sentenza è eseguita, parte dei palchi, per il troppo peso delle persone presenti, crolla, e ciò suscita un fuggi fuggi generale...
Decine di persone restano uccise nella calca che si crea... In fondo Francesca ha solo mantenuto la sua promessa (o maledizione)...