martedì 20 dicembre 2011

IL NONNO CHE NON DORME...

[STORIE] Ho incontrato dopo tanti anni un mio conoscente che mi raccontò una storia agghiacciante riguardo a suo nonno... Me la sono fatta raccontare di nuovo e ve la riporto qui di seguito, e anche se non riguarda la città di Palermo nel senso più stretto del termine, è legata ad un palermitano che soffrì a Palermo per roba successa altrove e tanti anni prima... 
Il nonno Michele ebbe per tutta la sua vita incubi agghiaccianti, e non passava settimana o mese, che puntualmente questi incubi si riproponessero, lasciandolo insonne per settimane intere. A nulla gli valsero le cure di tanti medici, nemmeno sonniferi e sedativi di varia potenza riuscivano ad avere la meglio sulle sue atroci visioni notturne. Lo conoscevano bene, fino ad una ventina d'anni fa, i condomini del suo stabile, in zona via Principe di Villafranca, che spesso lo sentivano urlare, o lo vedevano uscire di casa alle ore più impensate della notte, per intraprendere passeggiate nervose, frenetiche e senza una mèta precisa. Lo conoscevano bene anche i negozianti del suo quartiere, che lo vedevano passeggiare schivo e taciturno, nei giorni delle sue "crisi", tra via Villafranca, via Agrigento, e villa Trabia, dove spesso andava a sedersi, immerso nei suoi pensieri... Ma come uomo, Michele era anche semplice e bonario nei periodi più tranquilli, che ogni tanto si alternavano a quelli bui...
Ma qual era stata la causa di tutto questo malessere ? Bisogna tornare indietro nel tempo, sino ai giorni della Grande Guerra... Nonno Michele prestava servizio in un reparto di fanteria, ed un giorno la sua compagnia catturò una spia austriaca. Il nemico era molto vicino, a poche centinaia di metri da dove si trovava Michele e gli altri soldati italiani, quindi avrebbero dovuto allontanarsi e svincolarsi da quel settore cercando di fare meno rumore possibile. La sorte della spia era già stata segnata : sarebbe stato fucilato. Ma arrivò un ordine assurdo dal comando... Dovevano "sbarazzarsi" della spia subito e senza fare il minimo rumore, perchè lo sparo avrebbe attirato i soldati austriaci che in pratica circondavano quella zona... Bisognava uccidere quell'uomo senza nemmeno correre il rischio di farlo urlare. A nulla valsero le proteste degli ufficiali stessi presso il comando... In fondo avrebbero potuto portarlo con sè come prigioniero e giustiziarlo in altra sede. Ma era troppo rischioso... 
Allora alcuni soldati, incaricati da un superiore, tirarono a sorte per chi avrebbe dovuto compiere quell'orrendo atto. Il legnetto più piccolo toccò proprio a Nonno Michele, che fu costretto ad uccidere la spia in modo atroce : mentre i suoi compagni lo tenevano stretto, con le mani serrate pure sulla bocca, ad evitare urli, Michele avrebbe dovuto infilzarlo alla gola con una baionetta... "Stonato" da una massiccia dose di alcool, Michele prese da chissà dove il coraggio e la freddezza brutale per compiere quel terribile gesto nel cuore della notte...
Nei giorni successivi fu ricoverato per sintomi di follia, e dopo qualche tempo rimandato a casa. E da lì iniziarono i suoi incubi notturni, le sue visioni, i suoi fantasmi... Gli occhi azzurri del soldato austriaco, così come lui stesso li descriveva, terrorizzati e nello stesso tempo imploranti pietà, gli apparivano quasi tutte le notti. Ed anche in punto di morte, Nonno Michele si ricordò di quel giovane e sventurato austriaco, mormorando in agonia, quelle parole che avevano segnato il dramma di tutta la sua tormentata esistenza : "Non volevo... Non volevo"
Immagini della Grande Guerra

8 commenti:

  1. Un racconto che lascia senza parole e fa capire,se ce ne fosse ancora bisogno,le atrocità delle guerre

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  2. La guerra lascia spesso strascichi assurdi e devastanti per la mente di chi vi ha preso parte.Mi vengono in mente,a tal proposito,documentari sui reduci del Vietnam.Ottimo post,che fa riflettere ancora una volta sul perchè della guerra -Andrea-

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  3. Commovente e vero nella sua atrocità.
    Nonno Michele era certamente un ragazzo costretto da ordini superiori a lasciare la propria casa per la Patria e per la Patria costretto ad obbedire ad un ordine terribile e fratricida. Questo racconto lascia senza parole.
    (Angela)

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  4. Grazia Grace N.20 dicembre 2011 14:36

    Le tragedie della guerra..brutali..atroci....come la guerra in sè.Un ricordo dolorosissimo per nonno Michele protagonista involontario di un fatto terrificante.....

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  5. Federico Ferlito21 dicembre 2011 00:23

    E' UNA STORIA ATROCE CHE FA'RIFLETTERE SULLE ASSURDITA' DELLA GUERRA E SUGLI ORDINI INCREDIBILMENTE ASSURDI QUANDO SI E' IN PERIODO DI BELLIGERANZA ATTIVA . GLI EFFETTI DI CERTI ORDINI PORTANO ALLA DISTRUZIONE DI VITE SIA A LIVELLO FISICO CHE MENTALE,COME IN QUESTO CASO .
    PIU' GRAVE QUELLO MENTALE,PERCHE'IL POVERO MICHELE PER TANTISSIMI ANNI E'STATO TARLATO DALL'ATROCE RIMORSO DI AVER TOLTO LA VITA AD UN UOMO ORMAI INNOQUO ED INDIFESO .
    Grazie Fabio per aver reso nota questo storia .
    Lo dico col cuore in mano questo é il piu'bello che sia stato postato !

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  6. Penso che storie come questa devono servire a riflettere, in generale, sulla vita, più che sulla morte, al di là delle guerre e di cosa esse provocano...

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  7. che triste storia....leggendola mi son spuntate le lacrime, ancora oggi è importante conoscere le atrocità della guerra.

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  8. Al di là del terribile gesto,mi pare che il dramma di Michele sia stato molto peggiore della spia austriaca,che in fondo,pace all'anima sua,ha sofferto solo per un attimo e non per una vita intera.E' proprio vero,come si dice in genere,che a soffrire sono i vivi e non i morti. MARIA.

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