lunedì 8 agosto 2011

UN DELITTO DI MAFIA DI CENTO ANNI FA...Riveduto e corretto

[PERSONAGGI] Torno a parlare di questo delitto di 102 anni fa per rivedere un aspetto in particolare ed aggiungere un resoconto di quell'assassinio così come l'ho trovato in un sito dedicato a delitti eccellenti di un tempo. Ringrazio innanzitutto Federico che mi ha dato lo spunto per parlare di nuovo di questo argomento, dicendomi che il punto esatto dove Joe Petrosino cadde a Piazza Marina, non è dove le autorità comunali hanno posto la lapide (cioè nell'inferriata di villa Garibaldi di fronte a palazzo Steri), bensì al lato diametralmente opposto, a pochi passi a destra dell'ingresso al giardino pubblico. C'è infatti incisa, sul muretto che sorregge l'inferriata, la scritta "+ PETROSINO", che pare sia stata fatta apposta poco tempo dopo il delitto. Sono andato di persona a vederla stamattina, dopo la segnalazione del buon Federico, e mentre la fotografavo si è creato attorno a me un capannello di curiosi, tra cui alcuni impiegati della villa stessa, i quali, increduli, non si erano mai accorti di questa incisione, pur lavorando lì da circa 30 anni... Il resoconto del delitto così recita : 
Palermo. Un uomo robusto, corpulento, "con il viso rubicondo, sbarbato, i capelli tagliati cortissimi così da farlo credere a prima vista calvo", esce dal caffè Oreto. Calza scarpe nere e indossa un tout-de-meme nero con soprabito grigio scuro. Al collo ha annodata una cravatta di seta marrone. In mano tiene un parapioggia e un cappello di feltro. Ha cenato da solo, e adesso sta tornando in albergo : l'Hotel de France, a pochi passi dal ristorante. Improvvisamente, echeggiano tre spari. Poi un altro, isolato. Quindi, il silenzio. Di fronte a Palazzo Partanna, aggrappato alla cancellata del giardino Garibaldi, l'uomo alto col viso rubicondo sta sanguinando. Poco distante, due ombre spariscono nel buio. "Qualche minuto dopo"-scriveranno i giornali-"il vicecommissario della squadra mobile e il delegato di servizio alla questura, accorsero prontamente con molti agenti e circondarono il cadavere". L'uomo dal viso rubicondo aveva "gli occhi spalancati nello spasimo della morte violenta. L'espressione del volto denotava come un fiero senso di rabbia impotente. Le mani piene, con le dita corte e grosse, erano sporche di sangue che gli sgorgava ancora dalla guancia, dove era stato colpito, presso la bocca". Si cominciò a perquisire il cadavere. "Nel taschino del panciotto aveva un bell'orologio d'oro americano attaccato alla catena d'oro, che era ferma al secondo occhiello. E un pezzo di carta ove era scritto a penna il numero 6821", riportarono ancora i giornali. "Nella tasca interna della giacca si rinvennero un biglietto di banca da 50 lire, un libro di chèques, nonchè altri quattro biglietti italiani da 5 lire. In un'altra saccoccia si trovarono molte buste con indirizzi diversi per Palermo (...) Si rinvennero inoltre circa trenta carte da visita con scritto : "Giuseppe Petrosino, luogotenente di Polizia, città di New York, USA. Era proprio lui, il leggendario poliziotto italo-americano, venuto in Italia per indagare sulle radici della organizzazione criminale. Ucciso dopo una cena da 2,70 lire, 3 con la mancia.."
Era arrivato a Palermo in incognito. Ma non per tutti, evidentemente...

Il vero punto dove cadde Joe Petrosino

9 commenti:

  1. Ci sono tanti pareri discordanti sul punto in cui fu ucciso Petrosino.Una cosa è certa,che è morto vicino all'inferriata di Villa Garibaldi.Mi dice qualcuno che questa "incisione" sul muro sia stata fatta in occasione dello sceneggiato televisivo con Adolfo Celi,pare suggerita da qualcuno molto anziano abitante della zona,che sapeva per certo il punto esatto dell'omicidio.
    PS Complimenti per il tuo blog - A.S.

    RispondiElimina
  2. Grazie per i complimenti... Sul punto esatto del delitto si discute da tempo e non solo su questo blog. Ma se come dici tu il punto fu suggerito da qualcuno che all'epoca c'era, allora dovrebbe essere proprio questo... Ciao!

    RispondiElimina
  3. Federico Ferlito31 agosto 2011 20:33

    Gentilissimo anonimo del 19 agosto 2011, io ho compiuto 62, ricordo benissimo, che quando ancora mio padre mi accompagnava per mano, nelle passeggiate domenicali, mi ha raccontato la storia di Joe Petrosino,facendomi vedere l'incisione,di cui ne era a conoscenza fin da ragazzo (mio padre era della classe 1914) .
    Io l'incisione l'ho vista (e sempre la stessa durante anni) prima che il regista Daniele D'Anza e lo scenografo Lucio Mandara,avessero girato lo sceneggiato nel 1972 , andato in onda il 12 Novembre 1972 .
    Quindi,posso fugare tutti e a tutti i dubbi emersi ed emergenti .
    A Fab ,di cui ho molta stima,esprimo i piu' sentiti complimenti,per il paziente e meticoloso lavoro sviluppato .

    RispondiElimina
  4. ...E mi riprometto di tornare per la terza volta sul delitto Petrosino in un prossimo post,con note dei giornali d'epoca di cui sono alla ricerca...

    RispondiElimina
  5. Federico Ferlito1 settembre 2011 01:03

    Questo articolo,sta diventando piu' che interessante e qui ci guazzo !!!!!
    Le mie ricerche,confermano quanto ho scritto in precedenza :
    1)Che la sparatoria,3+1 colpi,avvenne alla fermata del tram di piazza Marina,guarda caso dove è l'incisione .
    2)Testimone oculare,subito accorso,fu un marinaio di Ancona,Alberto Cardella che dichiaro'i fatti !!!
    3)Le descrizioni di ricercatori,vedi Joe Petrosino l'angolo nero,identifica il posto sulla cancellata di fronte il palazzo Partanna(inutile cercare il palazzo, poiche' distrutto dai bombardamenti del 43),semmai si trovera' Discesa Partanna,esattamente alla fermata del tram.
    Peccato, che non vi fossero ,foto del morto,la pistola fumante e della cancellata come riferimento .
    Consiglio i dubbiosi,di richiedere alla Questura di Palermo i verbali impolverati del 12 marzo 1909,se non mi si crede,questi fugheranno ogni dubbio .
    Voglio tra l'altro,ricordare all'amico anonimo, che alcuno per far piacere al cinematografaro
    avrebbe danneggiato un bene comunale rischiando guai gratuiti.
    OPPURE E' STATA LA MANO NERA CHE PUO' TUTTO ???
    P.S. Pubblichero'su profilo foto di Piazza Marina con i tram in attesa !!!

    RispondiElimina
  6. Salve a tutti.
    Inanzitutto copmplimenti per il blog, pieno di racconti e storia che definire interessanti sarebbe riduttivo.

    In uno dei miei tanti libri di Rosario La Duca lessi un articolo proprio sull'omicidio petrosino. Collocava il punto esatta proprio in corrispondenza della scritta (che, personalmente, vidi per la prima volta una decina d'anni fa). LA Duca scrive che, come è facile immaginare, il silenzio e l'omertà regnarono sovrani nei giorni successive, eppure un anonimo scalpiellino, nottetenpo, decise di dar tributo al luogo, incidento una croce e il nome del poliziotto. e non è finita qui! pare infatti che altre persone, le notti successive, vennero a incidere altre croci, in segno di una solidarietà che, per quei tempi, doveva essere veramente ardita. Se ci fate caso, lungo il basamento della recinzione, e possibile individuare altre croci, alcune più evidenti, altre meno. Ora non ho con me i libri di La Duca, per cui non posso riportare elementi bibliografici. Mi riprometto di farlo in futuro.
    Saluti
    Giù Ferrarella

    RispondiElimina
  7. Grazie per il contributo di Giu e per i complimenti... Anch'io mi riprometto, come ho scritto in un commento sopra, di tornare sulla questione Petrosino non appena avrò sottomano i giornali di quei giorni. Ho notato che è uno degli argomenti più dibattuti da quando è nato questo blog, e ciò non può che farmi piacere. Grazie.

    RispondiElimina
  8. Rileggendo quanto scritto, mi si son palesati tutti un grosso numero di errori grammaticali e semantici. Chiedo venia: non sono dislessico, ma semplicemnte faccio a pugni con la tastiera. Saluti a tutti
    Giù

    RispondiElimina
  9. Molto interessante !!!

    RispondiElimina