giovedì 14 marzo 2013

L'HOTEL DE FRANCE

Ho trovato su internet una interessante disamina di un ex grande albergo del nostro centro storico, l'Hotel de France. Proprio in questi giorni cade un triste anniversario, legato, in un certo modo, anche a questo sito. 
Buona lettura...
In origine, nel Settecento, nacque come palazzo dei marchesi di Sant'Onofrio del Castillo. Nel 1808 divenne albergo e, dopo due gestioni che gli valsero nomi anglosassoni ("Crown and Anchor Hotel" e poi "Prince of Wales"), nel 1838 entrò nel suo periodo d'oro con l'arrivo degli imprenditori padovani Giachery, i quali vi trasferirono l'Hotel de France che gestivano sul Cassaro. Nel 1857 la facciata assunse l'aspetto che ancora conserva: un imponente prospetto a quattro elevazioni e pensilina in ghisa, tipica opera fin de siècle. Per ampliare l'hotel, chiuso su entrambi i lati da due vie strette, furono acquistati e inglobati i fabbricati sul retro: il Reclusorio della Candelora e l'omonima piazzetta sulla quale si affacciava l'antico carcere femminile.
Nel primo ventennio del Novecento, come scrive Luigi Giachery, l'Hotel de France aveva "115 stanze con 160 letti, una hall all'ingresso che guarda il giardino Garibaldi, una gran sala da pranzo, due sale per colazione, una per fumare, una di lettura, un grandioso giardino d'inverno, un giardino d'estate in cui comodamente sedute possono prendere il pasto 200 persone. Inoltre vi sono 32 bagni uniti agli appartamenti, il riscaldamento a termosifone in tutte le stanze e saloni, due ascensori, e per la pulitura dei tappeti l'apparecchio Wacum". Nel 1936, chiuso l'albergo, l'immobile fu acquistato dall' Università  di Palermo, che lo adibì a Casa del Goliardo. Il pensionato, che poteva ospitare cinquanta studenti ai quali forniva vitto e alloggio a prezzo modico, rimase aperto fino agli anni Settanta.
Per un secolo e mezzo - dall'inizio dell'Ottocento fino alla metà  del Novecento - ospitò i più bei nomi della storia, della politica, della cultura, dell'aristocrazia internazionale. Dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud, che nelle sue stanze scrisse alcune preziose lettere. Da Francesco Crispi a Edmondo De Amicis, da Nino Bixio a Maria Dustin, il soprano prediletto da Wagner.
Nella famosa stanza n° 16 fu ospite Joe Petrosino, il poliziotto italo-americano ucciso dalla mafia a piazza Marina il 12 marzo del 1909. Una curiosità: nella hall dell’albergo era stata posta una statua di Petrosino ad altezza naturale. Ma è un bluff, poiché lo scultore non ha rispettato le ridotte dimensioni dell’eroe poliziotto, che pare non fosse di statura elevata.
Ora l'Hotel de France è tornato a vivere dopo un lungo e accurato restauro che ha consentito di recuperare le vecchie insegne, le scale, i soffitti affrescati, la terrazza panoramica per diventare foresteria per i ricercatori stranieri ospiti dell'Università.
Hotel de France in piazza Marina
 

8 commenti:

  1. emilia corsini14 marzo 2013 11:19

    Immagino le atmosfere ,i passi ovattati dai tappeti ,le voci smorza,te dai tendaggi ,gli odori delle pietanze ,la frescura del giardino ,il suono di un piano che diffonde note raffinate e rilassanti.
    E qualche mistero che si nasconde lungo gli eleganti corridoi.....Solo immaginazione?

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    1. Nessuna immaginazione. Probabilmente l'atmosfera era quella da te descritta. Il fascino della Belle Epoque e sicuramente, più di un mistero o una leggenda. Col sottofondo di Puccini o Wagner...

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  2. Questo edificio mi ha sempre affascinato. Confesso che mi sono resa conto della sua esistenza solo il età adulta quando però ancora era,diciamo, diroccato. Ed anche in quelle condizioni io cercavo d'immaginare la bellezza della vita che vi scorreva dentro e le atmosfere che Emilia ha citato. Peccato, chissà se esistono foto dell'epoca.

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  3. Giuseppe-pippo LP14 marzo 2013 19:25

    Un'altra pagina interessante che consente di conoscere la Palermo che fu.Quella Palermo piena di fascino che ospitava uomini di cultura provenienti da tutto il mondo e che partendo riservavano commenti degni di ogni riguardo ad una città che non aveva niente da invidiare alle piu'importanti città europee.

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  4. Cresce il rammarico per i tempi che furono ...

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  5. Molto GRAZIE all'Autore della notizia storica scoperta per il piacere di noi AMICI del GRUPPO di cui mi onoro fare parte con grande soddisfazione .
    Vito Zagra

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  6. Ho letto che anche Virginia Wolf scese a questo albergo durante il suo soggiorno a Palermo.
    Sarebbe bello affiggere una lapide su questo albergo con tutti i nomi dei personaggi famosi che lo visitarono.

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  7. Il mio pensiero commosso va a Joe Petrosino, ospite dell'Hotel de France, forse la prima vittima di mafia tra gli appartenenti alle Forze dell'Ordine, che affrontò impavido cosa nostra facendo il suo dovere fino all'estremo sacrificio.
    Innocenzo Coglitore

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