lunedì 16 luglio 2012

UN FESTINO DEL'700

Il viaggiatore inglese Brydone ci ha lasciato testimonianza di come era l'atmosfera del nostro Festino nel tardo'700. Il seguente post è tratto da un articolo trovato su internet...

Brydone viaggia di sera e all' alba per evitare il caldo, arriva a Palermo il 19 giugno 1770. La prima impressione è che la città sia bella, elegante più di Napoli, anche se ad accoglierlo sono "le membra squartate di parecchi banditi appese a dei ganci come tanti prosciutti". Ha percorso quindi la litoranea da Messina ed entra in città per Porta San Giorgio - in prossimità dell'attuale via Cavour - perché lì si appendevano i corpi dei condannati.
Fra un appuntamento e l' altro osserva i preparativi per il Festino, il tono è da gentiluomo scettico-ironico e Rosalia gli sembra "molto più venerata della Trinità e della stessa Vergine Maria". Nota che stanno erigendo un numero incredibile di archi e piramidi in legno da ricoprire con piccole lampade, gli assicurano che a distanza sembreranno tante piramidi e archi di fuoco. Lo spettacolo più bello lo offriranno il Cassaro e via Maqueda, illuminate da piramidi allineate sullo sfondo prospettico delle quattro porte cittadine: al centro della croce di strade, a piazza Vigliena, l'enorme luminaria si potrà abbracciare tutta con lo sguardo. Si stanno erigendo impalcature per i fuochi d'artificio, e un'enorme macchina chiamata il carro trionfale di santa Rosalia, montato su ruote ma gigantesco. La curiosità aumenta, Brydone dimentica l'ironia e si mostra impaziente. Il carro è già più alto delle case e continuano a innalzarlo, la cattedrale è tutta ricoperta di specchi inframmezzati da carta d'oro e d'argento e da una infinità di fiori artificiali, dal soffitto pendono enormi lampadari. Quando tutte le candele saranno accese, la chiesa sarà splendente come un palazzo delle fate o delle mille e una notte e la stessa regina delle fate non è mai stata più bella di Rosalia. Brydone ritrova un pizzico del suo umore scettico per chiedersi chi mai fosse quella santa così importante, ma ormai la trepidante attesa della festa impone di deporre ogni diffidenza. E il Festino non delude. Il 12 luglio alle 5 del pomeriggio inizia la sfilata, dalla Marina verso Porta Nuova. Preceduto da uomini a cavallo con trombe e tamburi, il carro trionfale - che somiglia a un luna park ed è più alto delle case - incede nella città-palcoscenico. In basso è una galea romana, in alto si dilata tutto ricoperto di alberi e fiori, occupa la strada da un lato all' altro
Ma riuscire a spostarlo è davvero una sfida. Trainato da cinquantasei muli che si muovono all' interno della galleria luminosa degli archi di fuoco, al suo interno ospita una folla di suonatori su varie fila e in cima c'è Rosalia trionfante. Brydone osserva che ogni finestra e balcone rigurgita di gente elegante, in strada ci sono migliaia di popolani. L'atmosfera è magica, la notte è così calma che tutte le fiammelle rimangono accese ed è difficile immaginare qualcosa di più splendido. La macchina per i fuochi d'artificio costruita in mezzo al mare è simile alla facciata di un palazzo ricco di colonne e fregi, ogni sorta di nave presente nel porto le è stata sistemata intorno sino a formare un anfiteatro. Le navi iniziano lo spettacolo scaricando le artiglierie di bordo, lanciando razzi e bombe che scoppiano sott'acqua. A un tratto tacciono, il palazzo s'illumina mentre sulla sua facciata i giochi di fuoco imitano i giochi d' acqua delle fontane. Come per magia lo spiazzo antistante s'è trasformato in giardino con alberi e fiori fiammeggianti, e quando si spengono anche il palazzo torna buio per un momento. Poi la facciata si scompone in una quantità di stelle e girandole e tutto sembra finito. Ma dal mucchio di macerie origina un'ultima assordante esplosione che riempie il cielo di luci, finendo di frastornare gli spettatori, e c'è ancora l'uscita del viceré sul mare su una galea tutta illuminata che sembra volare sull'acqua, con i settantadue remi che s'immergono seguendo il tempo battuto dalla piccola orchestra a bordo. 
Gli spettatori sembrano felici: "Mi sarei prosternato davanti a Santa Rosalia, benedicendola per aver fatto felice tanta gente", scrive Brydone ormai sopraffatto. La ragione impone di chiedersi perché mai a Palermo decidano di sobbarcarsi tante spese e lavoro per uno spettacolo che dura solo poche ore, ma "se questi sono talvolta i risultati della superstizione, vorrei sinceramente che ce ne fosse un tantino di più anche da noi". Lo scettico gentiluomo crede di non reggere all'emozione di altri quattro giorni di festa, minutamente descrive ogni intrattenimento: "I fuochi d'artificio sono ogni sera più superbi, Palermo è affascinante «al di là del verosimile e la cattedrale è tutta una fiamma di luce che supera tutte le aspettative". Brydone s'accorge che il suo stupore attira l'attenzione, "per i nobili era un gran divertimento vedermi così sbalordito". Scrive: "Non credevo l' arte umana capace di creare qualcosa di così splendido",e ha perduto ogni ironica distanza quando aggiunge che il Festino è la più bella festa d' Europa.
I Quattro Canti illuminati per il festino
L'odierno carro di S.Rosalia


7 commenti:

  1. Che meraviglia questo racconto! mi sembra di tornare indietro nel tempo con queste parole....

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  2. Federico Ferlito16 luglio 2012 15:46

    Bellissime sceneggiature allestite per colpire l'immaginario di un popolo avido di eventi eccezionali,profittandone con la realizzazione di opere fatue da regalare ad una santuzza di nuova generazione !! Quest'anno però la fantasia degli organizzatori hanno superato quella dei loro fantasiosi predecessori . Bellissimo "l'eliofanto pattinatore con la geniale trovata di una Santuzza all'indù ".Ancora piu' discutibile e contradditoria la stilizzazione statuaria della nostra bella verginella ; Tanti la vogliono in veste tradizionale,"stinnicchiata con l'orrido teschio ben posizionato ad hoc" ; Altri "parata" tutta d'oro ed ex voto ; Mentre personalmente io la pregerirei un pò più abbondante e cicciottela !!! Comunque, Evviva Paliermu e Santa Rusulia !

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  3. "Quanné chi nacqui Santa Rusulia
    tinnu triunfu la curti Riali
    tuttu lu populu festi facia
    pi li biddizzi cca un c'eranu l'equali....
    vulennula Gesuzzu pi sua spusa
    d'incelu 'nterra ci retti stu muri
    e di lu celu Rosa fu mannata
    pi essiri di Palermu l'avvocata".

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  4. Grazia Grace N.16 luglio 2012 18:48

    Il Festino ,la più bella festa d'Europa...che onore!!!
    una domanda sorge spontanea,ma....ai tempi questa bella festa,oltre le luminarie e il carro fantasmagorico era contornato da "babbaluci","muluni ghiacciatu" "miennuli" e "scacciu" come adesso???
    W Palermo e santa Rosalia...

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  5. roberto licata18 luglio 2012 16:24

    interessante la minuziosa descrizione del festino fatta da Brydone! sembra di essere presente a quello spettacolo fantasmagorico! complimenti!

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  6. teresa marciani18 luglio 2012 18:24

    Da questa lettura, è molto chiara l'immagine di una Palermo festosa nei preparativi del festino di Santa Rosalia! Sicuramente Palermo già splendida città, in quei giorni doveva esserlo molto di più! Ma pensando appunto a questi preparativi che rendevano la città festosa, piena di colori, fiori, illuminarie, le coperte più belle ai balconi per accogliere degnamente, il passaggio della Santuzza, tutto questo lo vedo anche macabro e in contrasto, perchè mentre fervevano i preparativi in un atmosfera di festa, in altre vie c'èra uno spettacolo macabro di poveri corpi di condannati, appesi allo scempio più totale! Ma è pur vero che le caratteristiche del siciliano sono anche le sue contraddizioni e ieri come oggi c'è un misto di sacro e profano!!!

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    1. Teresa, è la contraddizione che da sempre ci distingue. Anche in queste cose... la festa e la forca. Grazie del contributo.

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