mercoledì 8 febbraio 2012

QUANDO GLI SPIRITI DANNO I NUMERI...

[STORIE] Il racconto che segue è stato fornito a Federico, che ringrazio per averlo condiviso qui, da qualche parente anziano...
Queste righe non tenteranno di stupire il lettore, con quella che potrebbe essere reputata una fervida fantasia, perché io ne posseggo veramente poca... Mi limitero' nel raccontare quanto a me riferito su fatti accaduti e testimoniati, astenendomi dal fare cognomi, poiche' esistono discendenti diretti del personaggio principale del racconto.
Il signor Litterio aveva vissuto la sua vita da uomo maturo, fra famiglia e lavoro, in un quartino a primo piano di via Magione, davanti il preingresso della chiesa omonima. Il palazzo, ora restaurato, evidenziava le lesioni dell'ultima guerra...
L'unico vizietto di Litterio era il gioco del lotto che dopo il lavoro era uno scopo di vita, con cui non divento' mai ricco, ma che alla fine lo ricompenso' per la sua perseveranza al botteghino !!!
Il venerdì pomeriggio si teneva la riunione di prassi col nipote Nino e la figlia Carola. Sul tavolo della stanza da pranzo (dove era morta la zia Ciccina), venivano poggiati cumuli di fascicoli pieni di statistiche sul lotto (il pc non c'era ancora), la smorfia sempre presente, innumerevoli fogli segnati da sistemi a piramide, studi cabalistici e quant'altro... 
Lì, studiavano, spremevano le loro meningi, chiedevano previsioni alla madrina, che ritenevano avesse poteri particolari. Dopo il difficoltoso parto dei numeri, quasi mai vincenti, zio e nipote andavano da un tizio, dai poteri eccezionali, denominato “U SPIRDATU”, che benediceva le giocate da fare, ma solo in teoria, perchè in pratica non apportavano visibili effetti per eventuali vincite !!
Poi, sul tardi, e quasi a chiusura del botteghino, andavano alla ricevitoria in Via Discesa dei Giudici, a parer loro la piu' fortunata, e lì avveniva il rito della veline con gli ambi ed i terni, scritti con pennino ed inchiostro in modo stilizzato, come si usava una volta.
Il sabato pomeriggio Litterio seguiva l'estrazione in diretta, in un vano basso nei pressi dei vecchi tribunali, arredato con un tavolo e una serie di sedili in legno per gli spettatori.
Da qui, cominciavano i fatti strani...
In uno di questi sabati pomeriggio, durante l'estrazione, lui ed i presenti notarono la figura, mai vista, di un anziano solitario, silente e assiso verso gli ultimi sedili (e fin qui nulla di particolare)...
Improvvisamente il vecchio annucio' ad alta voce il numero che sarebbe dovuto uscire subito dopo, e quel numero uscì fuori. Magari era un caso...
Ma per altre quattro volte si confermarono le previsioni che l'anziano declamava. Scioccati, i presenti tentarono di contattare quella figura anziana degli ultimi banchi, ma era inspiegabilmente scomparsa.
Resto' il ricordo del fatto, e la convinzione della presenza in quel luogo di una entita' misteriosa e burlona, che si era divertita alle spalle degli speranzosi giocatori. Forse i numeri, che non erano mai stati favorevoli, infine, vollero essere prodighi nei confronti di Litterio, ma con l'aiuto di qualche buon'anima.
Egli era ispettore della Ditta Trezza, appaltatrice dei dazi fino agli anni'60, e nell'ultima sua sede di lavoro, il mercato ittico alla Cala, attendeva pazientemente la pensione e quel terno risolutivo, per acquistare una casa tanto desiderata...
Qui avvenne la svolta della sua vita !
Per anni, al mercato si presentava con cadenza settimanale un “munachieddu questuante”, che pazientemente ascoltava le lamentele economiche dell'ispettore Litterio, che poi elargiva al fraticello una latta piena di pesce, che era accettata di buon grado come obolo di rito.
Passo' tempo e Litterio annucio' al frate il suo prossimo pensionamento, assicurandogli di aver provveduto nel dare disposizione per la regalìa di rito.
Il fraticello, che aveva fin allora ricevuto, gli volle fare un dono : gli regalo' tre numeri "sicuri", imponendo la ruota su cui giocare “siccu pi Paliermu” e la cifra da scommettere, così avrebbe risolto il desiderio del prossimo pensionato.
Infine lo saluto' in modo strano, quasi un addio : ” 'Terio, iucatilli giusti picchì unni viremu cchiù !” Litterio non fece caso all'ultima frase del questuante, ma non perse tempo nel giocarli !!!
Aspetto' pazientemente l'estrazione del sabato, ed uno alla volta uscirono i tre numeri, piu' uno che aveva aggiunto lui, e quindi fu una quaterna secca ! Ovviamente, il suo primo pensiero corse a fra' Nicolo', si reco' alla Falconara, nel convento dei frati minori, e chiese di lui !!!
Il padre guardiano, alla richiesta, rispose prontamente : “Ah, lei l'ha saputo ora ?”
Lo accompagno' fino ad una modesta cella, il cui massimo lusso era un inginocchiatoio sul quale in bella mostra era posto un luttino con la foto di fra' Nicolo', con su scritta la data di nascita e di morte, avvenuta quest'ultima, almeno due anni prima...
Un brivido scosse Litterio per tutto il corpo, poi si chiese ? “Ma allora... con chi ho parlato per tutto questo tempo ???”
Poi disse una prece, fece un'offerta, e si incammino' a cercare una casa d'acquistare, ringraziando in cuor suo “u munachieddu chi ci avieva rato a manu giusta !!”

29 commenti:

  1. Poichè oggi è molto difficile ottenere un mutuo per acquistare casa, tornerebbe utile " u munachieddu " per realizzare un bel terno secco !!!

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    1. Pino, guarda che col terno oggi nemmeno ci compri un mobile... Una quaterna, forse...

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  2. Appena letto! bello questo racconto, come tutti quelli sul genere "spirdi & nummari". Tema che affonda le sue radici in antichisime leggende popolari molto comuni dalla nostre parti. Mi piace!

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    1. Verissimo... vedi anche post "L'uomo dai poteri magici", dove però l'uomo in questione dava i "numeri" a modo tutto suo...

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  3. belle storie che possono accadere solo nei vicoli di palermo....

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    1. Federico Ferlito8 febbraio 2012 16:14

      Rosalia,ho vissuto personalmente queste vicende . Litterio era mio padrino di Cresima,ti assicuro che quello che mi diceva non erano storie gratuite ! Lui apparteneva ad una famiglia in cui il paranormale era proprio di casa . Poteri eccezionali li aveva la moglie,che aveva incredibili poteri da veggente !!! ne avrei tante da raccontare !

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    2. Loredana Celestre9 febbraio 2012 15:09

      Sig. Ferlito, se ne ha così tante da raccontare ce le racconti pure....sapere che sono storie vere rende i racconti ancora più coinvolgenti!!! Ne rimango sempre affascinata :-)

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    3. Federico Ferlito10 febbraio 2012 14:21

      Ne ho tante da raccontare,però cerco di limitare i miei estri fantasiosi per non farmi considerare un fantasioso esaltato!!! Ciao Loredana ,ho piacere che tu ci segua sempre ! anche se geograficamente lontana !!!

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  4. Fantasie o realtà poco importa; la realtà delle cose è una vita dura, mentre con la fantasia ti crei un mondo tutto tuo di felicità; ognuno è libero di scegliere il suo credere.
    Vito Zagra

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    1. Egidio Corsetti8 febbraio 2012 21:25

      Caro Vito,non costa nulla volare con le ali della fantasia e librasi sul grigiore della vita !!

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  5. Di questi tempi ci vorrebbe in ogni famiglia un fra Nicolò che ti dia una mano per arrivare a fine mese...ma se gli offrissimo una messa di suffraggio?
    Nora

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    1. Alceste De Benedictis8 febbraio 2012 21:32

      Almeno una settimana di messe a suffraggio e due salite a Monte Pellegrino a trovare la Santuzza . Ma contro gli effetti Monti neanche Santa Rosalia ci puo'!!!!

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  6. Per quanto mi riguarda, io sono sicura che le anime buone aiutano gli uomini in difficoltà che li pregano,....magari Litterio avrà pregato tanto fra' Nicolò che l'ha pure visto..!!!!!...Purnondimeno,....la nostra vita è fatta di strane concidenze che creano il cosiddetto sincrodestino e questa è stata per Litterio una bella e fortunata coincidenza della sorte.....
    Germana

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    1. Federico Ferlito8 febbraio 2012 22:56

      Germana,Litterio nonché mio padrino,non era il tipo da soffrire di fantasie era una persona che stava con i piedi a terra,quando raccontava quei fatti era quasi incredulo lui stesso !!!!!

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  7. Anche questa storia mi ha fatto sorridere. In un fil c'erano delle scarpe risuolate che facevano miracoli. C'è da sperare che qualche buonanima si faccia un giro a esaudire qualche desiderio...chissà..Maria Rioja.

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    1. Elisa di Marco8 febbraio 2012 23:03

      Chie vorrebbe una valanga di buonanime per aggiustare le situazioni dei nostri desideri .

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  8. Grazia Grace N.9 febbraio 2012 09:50

    Mia nonna (la mia cara nonnina Grazia)tanti tanti anni fa mi diede in un sogno tre numeri da giocare.Eravamo sedute io e lei in un grande tavolo,praticamente il vecchio tavolo della sala da pranzo dove abitavo da piccolina.Mia nonna abitava con noi e x me lei era + che una nonna,era la mia mamma,in poche parole l'adoravo e si diceva anche che lei adorasse me e che io fossi la nipote prediletta.Era la tipica nonnina di un tempo,capelli lunghi bianchi raccolti nella nuca,vestita perennemente di nero(la conobbi così e rimase così fino alla fine dei suoi giorni)al collo una medaglia con la foto del defunto marito(cioè mio nonno Salvatore).Era solita raccontarmi tante favole mentre sferruzzava velocemente e io l'ascoltavo sempre incantata.Quando pioveva e tuonava mi diceva:non preoccuparti...è Gesù che gioca a bocce e la Madonna pulisce il cielo.Insomma io e lei praticamente eravamo molto unite e quando finivo di mangiare (sempre accanto a lei)ero solita appoggiarmi nella sua spalla e magari sonnecchiare mentre la sentivo parlare e ridere di cuore alle barzellette e aneddoti di vita del mio papà.Ritornando al sogno...sedute io e lei su quell'immenso tavolo,mi disse:cara Graziellina...ascolta,voglio farti vincere un pò di soldini,gioca questi numeri,scrivili,perchè potresti dimenticarli,però....se vuoi vincere devi dire a mia figlia Mimma(cioè mia mamma)di giocarli pure lei...mi raccomando...ciao.Mi svegliai di soprassalto e corsi subito in cucina a prendere carta e penna,scrissi di fretta quei numeri x timore di dimenticarli e naturalmente dissi a mia madre di giocarli pure lei.(Io ero già sposata ed era nata da poco la mia prima figlia) I numeri uscirono alla terza giocata(si giocano tre volte no?),ma non vincemmo una cifra astronomica,anche perchè la puntata non fu eccezionale,ma uscirono e feci quel terno,io e mia madre.Scusate se mi sono dilungata,ma leggendo questo post mi è venuto in mente questo sogno che credo non si possa fare più di una volta nella vita e credo anche che lei ne sarebbe felice.Al di là di tutto io sono stata felice di averla ed era come se l'avessi incontrata dal vivo,ma non ci fu nemmeno un abbraccio come a voler sottolineare le diverse dimensioni.P.S.non la sognai mai più(e dire che io sogno sempre tanto e quasi tutti i miei cari defunti)....Grazia.

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    1. Grazia Grace N.9 febbraio 2012 09:57

      scusate alcuni errori...era... Credo che anche lei ne sarebbe stata felice.....Sono stata felice di averla sognata

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    2. Grazie del tuo contributo... Storia simile ma affascinante come tutte quelle realtive a questo argomento, del resto...

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  9. Emilio Lo Casto9 febbraio 2012 12:10

    Grazia é un commento interessantissimo,io credo proprio,a questo tipo di sogni,perche' convinto dei legami onirici con i propri trapassati ! perché sicuramente ci vogliono bene e con tali mezzi ci aiutano .

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  10. Grazia Grace N.9 febbraio 2012 14:11

    Concordo...si,il legame che unisce le persone va oltre la morte.....

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  11. U ' munaceddu era buono e fichi beni a cu' c'aveva fatti beni. Era un povero frate che riceveva regalie e che da morto riusci' a Dimostare la propria gratitudine in un modo insolito ma non tanto. I nostri morti ci suggeriscono fatti e avvenimenti in modo bizzarro. Cio' che e' strano e' che Litterio fosse sveglio nell'incontro col monaco. La storia e' interessante e si incastona nella serie di aneddoti su Palermo. Complimenti. Angela

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    1. Federico Ferlito10 febbraio 2012 02:13

      Ti assicuro che glielo avevo chiesto "Se fosse scetato o se soffrisse di fantasia" . Si é quasi offeso perche' era un uomo con i piedi a terra e di fesserie i vita sua non ne aveva mai dette !!!!!

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  12. roberta ferlito9 febbraio 2012 15:16

    ma stu munacheddu,non potrebbe dare anche a me tre numeri????tanto tutto in famiglia resterebbe!!!!

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    1. Non basta tuo padre come munacheddu,piccola Roberta ?? e tua madre come munachedda ??? Loro sono i tuoi terni !!! e tu per loro sei una cinquina in secco !!!!

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  13. Bravissimo Federico, sempre interessantissimi
    i tuoi articoli!!! Resto sempre sbalordito per
    come riesci a interessare; e mi chiedo sempre
    da dove riesci a tirare fuori questi interessanti
    e gradevoli argomenti!!! Complimenti, continuate
    ad arricchire il blog con notizie e aneddoti
    estremamente interessanti come avete sempre fatto.
    Saluti. Egidio.

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  14. Federico Ferlito11 febbraio 2012 17:06

    Egidio,facile a dirsi,un po' ci scervegliamo,studiamo tanto,ricerchiamo,valutiamo . Scriviamo e ci confrontiamo fra noi . Se poi si ritiene pubblicarli,voila li inseriamo alla lettura ,sperando nei commenti di tutti,buoni o brutti che siano !!!

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  15. Come tanti altri racconti di mio Padrino questo ,anche se sono passati tantissimi anni , lo ricordo con molto piacere anche se raccontato da lui vi posso garantire che aveva molte più sfumature , non solo perchè veniva raccontato mentre eravamo nei pressi dove era avvenuto il fatto , ma vi era l'entusiasmo del racconto mischiato a tantissimi altri particolari.
    ogni racconto per me è come rivivere momenti della mia infanzia bellissimi Grazie

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  16. Federico Ferlito13 febbraio 2012 00:08

    Robertino,sei sempre graziosissimo nei tuoi commenti, anche questo tuo commento é motivo per me di piacevole rimembranza per tutte le storie che ti ho raccontate e per tutte le passeggiate a Palermo che ti ho fatto digerire ! Ciao il padrino Federico

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