giovedì 15 marzo 2012

IL POETA SCOMODO

[PERSONAGGI] Un personaggio singolare, vissuto nella prima metà del'900, era il poeta di strada Giuseppe Schiera. Nato il 3 febbraio del 1898 nella borgata palermitana di Tommaso Natale, di famiglia numerosissima (18 figli), nella prima guerra mondiale aveva prestato servizio alla fureria della caserma Sant'Antonino di Palermo. Già da allora il suo spirito mordace e la sua intolleranza a ogni forma di subordinazione non gli avevano procurato altro che prigione di rigore e consegna in caserma senza libera uscita. Vennero poi gli anni del fascismo, del passaggio dallo Stato liberale alla dittatura attraverso lo snodo del delitto Matteotti: sino ad allora Schiera era vissuto di espedienti e di furtarelli per sfamarsi. 
Ma il nuovo regime combatteva l' accattonaggio, e il viaggio di Mussolini in Sicilia nel 1924 aveva attirato particolari attenzioni sull' Isola e sulle condizioni dei suoi abitanti. Di ciò fu anche vittima, si fa per dire, Giuseppe Schiera, costretto a lavorare in una zolfara in provincia di Caltanissetta come operaio. Poi preferì tornarsene a Palermo e riprendere la vita di barbone, trascorrendo spesso le notti in una grotta di Monte Pellegrino. E proprio a Monte Pellegrino conobbe casualmente don Ciccio Vaccaro, che lavorava come capo squadra alla costruzione della strada sopra il monte e che abitava a Ballarò. Vaccaro prese a cuore le sorti del giovane e gli offrì alloggio nella sua casa, dove abitava anche la figlia Margherita. 
L' inevitabile «fuitina», le nozze riparatrici, la sistemazione definitiva in casa dei suoceri e la nascita di cinque figli, dettero una certa sistemazione alla vita di Giuseppe Schiera che, liberatosi della preoccupazione per il cibo e per l'alloggio, poté dedicarsi spensieratamente a ciò che gli dettava la sua «corda pazza»: andare in giro per strade e piazze improvvisando poesie in dialetto e divertire la gente. Questa nuova libertà rafforzò il suo atteggiamento satirico contro il regime, i gerarchi, la retorica bolsa del fascismo, che mise sempre alla berlina con sberleffi e nonsense rabbiosi, contro la guerra, la fame, la vuotaggine e la falsità della propaganda. Finita la guerra etiopica e proclamato l'impero, Schiera commenta: «Quannu 'u re era re / mancava 'u cafè. / Ora è 'mperaturi / e manca 'u caliaturi. / E si pigghiamu n'autru statu / manca puru u surrogatu». Sempre più spesso era vittima di una violenza invalsa durante il Ventennio: quando Mussolini o qualche alto gerarca andava in visita in una città, scattava «l'operazione sicurezza», consistente nell'arresto preventivo di tutti coloro che erano schedati nelle Questure come «sovversivi». Tra questi era, ovviamente, anche Giuseppe Schiera che ogni volta veniva rinchiuso nel carcere dell'Ucciardone per la durata della visita del personaggio. 
Così cresceva il suo astio verso il fascismo e il suo Duce, che manifestava senza mezzi termini nei «recital» che improvvisava per strada: « Viva ' u Duci / e a sira manca a luci. / Di jornu manca u pani / e a notti arrivanu l'arioplani». La firma del Patto d'acciaio fu avvertita profeticamente come una sciagura : «Cci rissi Hitler a Mussulinu / facemu l'allianza / Criccu Croccu e manicu ri ciascu», detto popolare per indicare l'affiatamento tra balordi che non ascoltano le ragioni degli altri e hanno la sensibilità che può avere il manico di un fiasco. Nel corso della seconda guerra mondiale, dinanzi ai rovesci militari che cominciarono a registrarsi, Schiera satireggiava i toni ufficiali con i suoi famosi "bollettini di guerra" : «Na curazzata / ra nostra armata / si scuntrò cu 'na pignata / e arristò tutta ammaccata. / Cu? / A curazzata!». Era inesauribile. Continuò ad andare in giro anche quando su Palermo si intensificarono i bombardamenti anglo-americani e la maggior parte della popolazione era sfollata nei paesi vicini. A piazza Venezia, tra via Maqueda e via Roma, aveva collocato il suo panchetto tra l'ingresso del monastero di Santa Caterina (quello dei famosi dolci) e la panelleria poco distante. Ripeteva motivi famosi della sua Musa, la fame, legati al fascismo: «Sì salutava bongiornu. / e si manciava tri voti 'o jornu; / ora si saluta a romana / e si mancia menza vota a' simana». 
La sua aperta e coraggiosa avversione al regime, gridata incessantemente nei vicoli e nelle piazze, fu una rara scuola di libertà e di dignità umana. In quel tragico 9 maggio '43 si trovava a piazza Sett'Angeli, davanti al Convitto nazionale. Il bombardamento durò un'ora e fu apocalittico. Corse come tanti altri al rifugio scavato sotto la piazza che, centrato dalle bombe, fu la tomba di tutti quelli che vi cercavano riparo. Non lasciò nulla di stampato delle sue poesie, tranne qualche foglietto sparso che usava distribuire ai passanti in cambio di pochi centesimi. La moglie Margherita, impaurita dalla pericolosità di quelle carte, poco prima che arrivassero gli americani le bruciò tutte...

Vecchia segnalazione dei rifugi anti-bombardamento
 (PS. Il post è tratto da un articolo trovato su internet)

VIDEO : Giuseppe Schiera interpretato da G.Li Bassi 

17 commenti:

  1. Giuseppe Pippo15 marzo 2012 20:55

    Ho dei ricordi in merito. Tra bambini giocavamo a ripetere i suoi versetti che ascoltavamo da i nostri genitori.Li ripetevano ad ogni occasione propizia,come se volessero far vivere nei ricordi il povero Schiera. Ed infatti tramandando i suoi"sonetti" gli si rendeva omaggio.Ottima idea Fabio a ricordare questo personaggio strano ma caro alla memoria di chi lo ha conosciuto.

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  2. Peccato che sia rimasto poco dei suoi scritti, testimonianza di un passato ancora recente.

    Gabriella

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  3. Federico Ferlito15 marzo 2012 22:32

    A dire di mio padre,che lo conobbe bene ,poiche' suo contemporaneo,era un personaggio unico dalla favella scioltissima e di arguzia eccezionale . Preferiva la satira politica ma non disdegnava colpire anche personaggi apolitici.
    A memoria di mio padre, fra i posti preferiti da Giuseppe Schiera era al Massimo nei pressi del chiosco Ribaudo e lì due militi tentarono di lisciargli il pelo ,soltanto per aver declamato ad alta voce " i fascisti su di carta Musulinu é burrittuni",fortunatamente era un buon velocista dileguandosi verso il Capo:
    Se non erro l'amministrazione comunale titolò una strada a questo poeta estemporaneo in zona Via Bara all'Olivella , forse un ambiente in cui abitudinalmente bazzicava .

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  4. Al tempo dei briganti,
    nta pignata ‘un c’era nenti
    Al tempo rì surdati,
    chi è che c’era? Patati!
    A ttempo di democrazia
    uno mancia e uno talìa
    E sta airnata?
    ‘un si futtierro magari a pignata?

    Direi geniale e futurista....bravo "muddichedda"
    Nora

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    1. Giovanni Rallo28 aprile 2015 09:04

      Muddichedda, era un altro personaggio della vecchia Palermo. Con abiti più grandi della sua taglia, coppola enorme e scarpe sproporzionate, vendeva fiammiferi simulando con la bocca l'accensione. Aveva anche un bastone con il quale scacciava i monelli che lo prendevano in giro.

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  5. Bel post. Prima di leggerlo non avevo idea, confesso, dell'esistenza di questo geniale poeta di strada.
    Scriverne è un modo per rendergli degna memoria. Peccato solo che non sia rimasto nulla di scritto dei suoi versi...

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  6. Grazia Grace N.16 marzo 2012 09:21

    Non conoscevo l'esistenza...che dire..i suoi pensieri del tempo avevano anche qualcosa di profetico x i nostri giorni.Genio e sregolatezza Giuseppe Schiera.

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  7. Un poeta di strada come ce ne sono stati in tante città italiane.Ad esempio mi viene in mente Gioacchino Belli,delizioso e ironico nelle composizioni in romanesco, o forse meglio ancora il famoso "Pasquino" che nell'800 fece scoppiare il fegato a un papa.Intelligenze sagaci e notevoli,purtroppo,come spesso accade,benvolute dal popolo e mal tollerate dal potere.Complimenti per il post,bello come sempre.
    -ANDREA-

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  8. Bello questo post e bello il personaggio di Giuseppe Schiera, narratore e poeta di strada ma soprattutto "uno di quelli tosti"... magistralmente interpretato dal compianto Giorgio Li Bassi
    Grazie per averci ricordato di entrambi

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  9. Personaggi "minori" ma geniali.Giusto non dimenticarli

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  10. Interessante come sempre. Ho una domanda: il bombardamento del rifugio di piazza Sett'Angeli non fu il 18 aprile 1943?

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    1. Cara Silvia, secondo le fonti ufficiali il poeta Schiera morì sotto le bombe il 13 Maggio del'43, ma non si può escludere che ci sia stato un violento bombardamento nella zona di piazza Sette Angeli anche nella data che segnali tu. Grazie del tuo interesse...
      Alla prossima

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    2. come vorrei leggere u sbarcu na l'abbissinia

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  11. Visto che oggi fanno settant'anni dalla sua morte, per chi volesse riascoltarne i versi eccovi un link ad hoc: http://www.ctsonline.tv/portale_web/lib/portale.aspx?video=64

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  12. michelangelo nipote di Margherita7 agosto 2014 21:02

    ci sono delle inesatteze:la prima e' che il marito di mia zia Margherita (Giuseppe Schiera) da quello che mi diceva mio padre (fratello di mia zia) e che mio nonno non si chiamava Ciccio ma Gaetano ed era originario di Casteltermini, proprietario terriero che cadde in bassa fortuna e scendendo a Palermo ando' ad abitare in vicolo madonna alle case nuove( ballaro'); la seconda inesattezza e che mia zia margherita e vero che ha fatto la fuitina con Giuseppe Schiera e pur vero che da questa unione non nacquero figli;e la terza che lui mori' sotto un bombardamento nascondendosi dentro un portone in via dei biscottari a santa chiara.

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    1. roberto.ardizzone@gmail.com12 febbraio 2016 22:07

      Ciao, sto lavorando alla stesura di una biografia su Giuseppe Schiera. Potremmo incontrarci, sentirci, la tua testimonianza sarebbe preziosa per me! Grazie

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  13. Forse questa pagina è stata un po' abbandonata! ho aspettato a lungo (oltre un anno) che qualcuno mi rispondesse! Adesso il libro con la vera storia di Peppe schiera corretta e sfrondata dalle grandi imprecisioni che la leggenda popolare aveva creato! Per chi fosse interessato, il libro è presente pure su Amazon a questo link http://amzn.to/2qUi1kC oppure può contattarmi su lla mia e-mail oppure sul mio blog: robbardi.blogspot.it cordiali saluti!

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