sabato 17 settembre 2011

UNA FOSSA COMUNE TRA SANGUE E MISTERO

[MISTERI] Esiste una piazza in zona Lattarini, a pochi metri dalla chiesa di S.Anna, che racchiude (forse) la macabra testimonianza di uno degli episodi più famosi della storia della Sicilia : la rivolta dei Vespri. Facciamo un quadro storico per capire meglio cosa accadde. Alla morte di Federico II, e del suo successore di breve durata, Corradino, la corona di Sicilia resta vacante, ed il papa la consegna agli angioini di Francia. Il loro regno durerà circa 30 anni, terminando appunto con la terribile giornata dei Vespri, il 31 Marzo 1282. E' anche il primo caso (e forse unico) nella storia, in cui il malcontento per un governo mette a fianco sia i nobili che il popolo. L'insofferenza dei siciliani contro il potere angioino è al culmine nel periodo di Pasqua di quell'anno, e la scintilla che fa scoccare il tumulto è, come ben si sa, la molestia di un soldato francese ai danni di una ragazza davanti alla chiesa di S.Spirito. Il soldato viene ucciso con la sua stessa spada, e da lì si scatenerà il finimondo : gli angioini vengono inseguiti e massacrati per le strade, casa per casa, non viene risparmiato nemmeno chi soltanto accenna a parlare francese... Anche i neonati, staccati dalle mamme francesi, vengono battuti su rocce ed altro fino alla morte... Le donne incinte, invece, sventrate, e i loro feti strappati dal grembo con le mani e con le armi... Molti angioini verranno pure evirati, e i "trofei" saranno messi in botti di legno sotto sale e spediti via nave a Napoli, sede del trono di Carlo d'Angiò, re di Napoli e fratello di Luigi IX, re di Francia, in segno di dono !!
Tanti cadaveri straziati rimarranno sul terreno per qualche giorno in putrefazione... Ma soprattutto verrà preso d'assalto il palazzo di Joanne De Saint Remy, giustiziere della contea di Mazara, che si trova a ridosso della chiesa di S.Anna. E' lì che si compie il massacro più notevole dell'intera vicenda... La guarnigione di soldati che difende il palazzo viene letteralmente fatta a pezzi. I loro corpi, squartati dalla furia dei palermitani in rivolta, vengono ammucchiati e gettati in fosse comuni, la principale delle quali pare sia proprio nella piazza davanti al palazzo, che oggi porta il nome di piazza Croce dei Vespri. Il dubbio è dato da studi di anni passati, che parlano di una fossa che in realtà era un antico cimitero francescano... 
Nel 1737 fu eretta una stele con colonnina di marmo e croce in ferro, spostata un paio di volte per agevolare la viabilità delle carrozze. Nel 1883 fu poi definitivamente posizionata al centro della piazza, così come la vediamo oggi... Sui Vespri resta da dire 2 curiosità : la data del 31 Marzo, lunedì di Pasqua, potrebbe essere inesatta, perchè era un martedì, quindi magari tutto accadde il 30... Chissà...
La seconda curiosità è relativa allo stemma della Sicilia, che nacque dopo questi fatti. Il vessillo prese i colori di Palermo (giallo), Corleone (rosso), il simbolo della trinacria e le chiavi di S.Pietro, emblema papale... Tornando sui dubbi della fossa comune : ma se un giorno si decidesse di scavare, per porre fine a questa incertezza, non sarebbe meglio ? Anche a livello storico si darebbe pace alle anime dei tanti francesi che quel giorno  fecero una fine terribile...

Stemma Trinacria
Piazza Croce dei Vespri

17 commenti:

  1. Come sempre ringrazio Federico che anche su questo argomento ha dato il suo valido contributo...

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  2. Bellissima la legenda ed affascinante il tuo racconto, ma diamo conto che quanto ritrovato sono i resti di un piccolo cimitero dei frati del terz'ordine francescano del vicino convento di sant'Anna ( post 1580) e che alla data del vespro l'area era il porto interno del kemonia. In quanto al palazzo Bonet viene edificato sulle aree libere del piano della guzzetta (depositi alluvionali che saturarono la foce del kemonia) a partire dagli anni 50 del xv secolo. La legenda cui da lustro il La Lumia porto all'apposizione della targa che attribuisce il palazzo a Giovanni di Saint Remy durante le celebrazioni del sesto centenario del vespro quando l'edificio ospitava il regio liceo Umberto I.

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  3. I misteri e le leggende sono belle cose propriò perchè sono...misteriose e leggendarie. Continuo a dire però che se si scavasse anche oggi, nel centro storico in generale, si troverebbero risposte a tante situazioni mai approfondite... Grazie per l'intervento...

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  4. Post macabro ma affascinante.Hai il pregio di narrare in modo coinvolgente e di pubblicare roba mai banale.Non ho trovato finora articoli che non fossero interessanti.Complimenti sinceri.Ciao

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  5. Federico Ferlito17 settembre 2011 23:52

    Giusto parlare di leggende,in special modo quando non esistono paletti storici sul posizionamento del carnaio !
    Fabio,parla di cimitero francescano,poiche' Sant'Anna(1606 circa) apparteneva all'ordine francescano , così facendo credere che le ossa ritrovate fossero successive al Vespro.
    Secondo me e Fabio, il cimitero era gia' esistente prima della costruzione della chiesa di Sant'Anna , infatti questa fu ricostruita sull'area di una precedente chiesa "Santa Maria della Pieta'",costruita in periodo post normanno,con il suo carnaio dedicato .
    Credo proprio che non abbia voluto spaccare il pelo in quattro !
    Quindi,con molta probabilita' e per ragione di comodita',ifrancesi furono tumulati proprio lì. In merito al corretto posizionamento,di cui Fabio non ha volutamente parlato,lascia il tempo che trova ,UN POSTO VALE L'ALTRO,perche' la municipalita' applica targhe ,come si suol dire " a fammi ririri !!! ",ricordiamo il posiziomamento fantasioso sul ricordo di Petrosino a piazza Marina.
    Forse, il posizionamento sul palazzo Bonetta ,approssimativamente é il piu' preciso,poiché questo é l'edificio piu' antico post Vespro .

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  6. In effetti se non si è mai scavato chi può dire se lì ci sono i resti dei francesi o altro?La storia deve essere fatta di documenti,non di supposizioni.Anch'io ad esempio sapevo che i soldati morti vennero gettati lì nella fossa comune della Croce dei Vespri.Ma ovviamente non c'è una prova documentata.Complimenti per il Blog !

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  7. Complimenti come sempre per gli interessanti argomenti che tratti ogni volta. Ma mi chiedevo come mai per il vessillo della Sicilia si sia scelto il colore di Corleone,la scelta del colore di Palermo è più comprensibile...

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  8. Federico Ferlito18 settembre 2011 20:22

    Corleone fu la prima citta' siciliana che aderì alla sommossa del Vespro,fornendo fattivamente forze militari combattenti, pertanto fu giusto aggiungere al vessillo i colori della citta' .

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  9. Nicola Stanzione18 settembre 2011 22:04

    Si tratta di una antica tradizione,non sostenuta da nessuna fonte storica dell'epoca, che possa toglire ogni dubbio. Certo è, che in questo luogo c'era il cimitero detto della Misericordia, di pertinenza della omonima chiesa di S.Anna la Misericordia.Inoltre, fino al 1629 la Croce al centro del piano portava il nome di Croce della Misericordia, e non Croce dei Vespri. Ed ancora, scriveva il Fazello che sino al suo tempo, si vedevano a Palermo nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano(che si trovava al Casalotto) ed in altri luoghi sacri,molte ossa dei francesi trucidati nell'avvenimento del vespro,la qual cosa fa nascere molti dubbi.Più certa,invece sembrerebbe,l'ubicazione del palazzo del gran Giustiziere,infatti più fonti affermano, che si trovasse proprio nel luogo dove più tardi vi fù costruito il palazzo di Gaspare Bonet.

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  10. Federico Ferlito19 settembre 2011 01:21

    Credo ,che la croce della misericordia fosse una stele funeraria del cimitero della chiesa Madonna della Misericordia o della Pieta',gia' esistente nel XIII secolo.
    Credo, che gli angioini,fossero stati tumulati in quel carnaio !!
    Credo,che quella croce non fosse stata dedicata ai francesi,poiche'l'odio per questi ,perduro' per lungo tempo .
    Ricordiamo,che per secoli, prima gli aragonesi e poi gli spagnuoli ,quindi i siciliani,furono accaniti avversari dei francesi ,e non avrebbero commemorato ne voluto donare alcun tributo di pieta' per gli oppressori,neanche da morti !!!
    I siciliani,diventarono piu' soffici,quando Vittorio Amedeo di Savoja divenne re di Sicilia e in onore della regina Anna Maria d'Orleans,francese,nel 1737 eressero una prima stele commemorativa nell'attuale piazza .
    In sostituzione della stele settecentesca nel 1873 fu impiantata l'attuale ,piu' o meno modificata nel secolo scorso .
    Sono d'accordo ,sulla realizzazione di tanti altri carnai,come quello presso piazza SS Quaranta Martiri al Casalotto,dove alcuno si é presa la briga di erigere neanche una croce di legno .
    Sono d'accordo sul posizionamento della targa sulla facciata del palazzo Bonetta,come luogo della avvenuta mattanza .

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  11. Noto con piacere che questo post sta creando un vero e proprio dibattito... E' proprio quello che auspicavo quando ho deciso di crearlo. Grazie come sempre a chi interviene per esprimere la propria opinione.

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  12. Sull'argomento sarebbe interessante avere notizie dal grande storico palermitano Fulvio Buccheri. Qualcuno sa come contattarlo?

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  13. In prossimità del piano della Guzzetta, località dove si trovava il macello degli ebrei, accanto al mercato arabo dei droghieri denominato dei Lattarini, secondo quanto riferito dal Villabianca nel suo Palermo d’oggigiorno, venne eretta il 17 agosto 1737, una colonna marmorea sormontata da una croce di ferro. Tale monumento doveva celebrare la rivolta del Vespro del 1282 e ricordare l’uccisione di duemila soldati francesi in quel luogo, accanto all’abitazione di Giovanni di San Remy. L’esistenza della dimora del giustiziere della Val di Mazara in nome di Carlo D'Angiò, assalita dai palermitani durante la sommossa dei Vespri, nel sito successivamente occupato dalla domus di Gaspare Bonet, viene riportata da Antonio Mongitore sulla traccia di quanto affermato dal Baronio e dall'Inveges. Tale tesi viene confutata da N. Basile con prove concrete ed oggettive, ma continua ad essere riportata da numerosi autori, non ultimo da G. Di Marzo.
    Il ritrovamento di un gran numero di ossa umane nella piazza appartenenti presumibilmente ai francescani che in quel sito avevano un piccolo cimitero, nel XX secolo, ha avvalorato l’antica e suggestiva tradizione della carneficina francese e del trionfo del popolo nel lunedì di Pasqua del 30 marzo 1282.
    Studi e approfondimenti di Antonio Salinas hanno consentito di conoscere che la decisione di erigere la colonna risale al 1714 durante il regno di Sicilia di Vittorio Amedeo di Savoia, secondo Rosario La Duca, per riguardo verso la moglie che, per l’appunto, era francese.
    La colonna eretta nel 1737 rimase al centro della piazza fino al 1782, essa era sormontata da un capitello rovesciato del XIII secolo e da una croce di ferro.
    Per ragioni legate al traffico delle carrozze, nel 1782 la colonna venne spostata all’angolo del palazzo Bonet annesso al convento francescano di S. Anna alla Misericordia nel XVII secolo. Villabianca riferisce di tale trasferimento: «ciò si fece notte tempo, ch’è cosa altresì notabile, per farsi ovviare a qualche apposizione del governo, cui non avrebbe potuto piacere che i palermitani menasser vanto e si gloriassero di un fatto, che fu per altro un’aperta rivoluzione giustamente o ingiustamente operata contro il real governo».
    Nel 1873 nell’ambito delle celebrazioni del VI centenario del Vespro Siciliano, si decise di ricollocare il monumento al centro della piazza, ma per le cattive condizioni degli elementi che lo componevano lo si ricoverò al museo nazionale e se ne realizzò uno simile su disegno dell’architetto comunale Marco Antonio Fichera. Quest’ultimo, che recentemente è stato restituito alla città restaurato, era costituito da un basamento in marmo di Carrara, una colonna di marmo cipollino sormontata da un pulvino, un capitello ed una croce in marmo di Carrara; esso era caratterizzato da una recinzione in ghisa costituita da un motivo di spade e alabarde incrociate. Quest’ultima, venne rimossa nell’ambito della operazione “Ferro alla Patria” nel 1940.
    Dell’antica colonna, trasportata al museo nazionale, si perdono le tracce.
    Un documento del 1981 ci descrive un monumento in stato di abbandono generale, mancante della croce di marmo, della recinzione e di tre dei quattro paracarri di pietra situati ai quattro angoli, inoltre il basamento e la colonna erano degradati e imbrattati di vernice spray.
    Dopo essere stata privata della croce marmorea il 6 marzo 1992 la colonna viene spezzata in tre pezzi da un fulmine. I pezzi della colonna e il capitello, in tale lasso di tempo scompare, vengono temporaneamente conservati nel cortile di palazzo Ganci, successivamente trasportati presso i magazzini della Soprintendenza regionale BB.CC.AA. in via Siracusa ed in ultimo, conservati nei depositi della Galleria d’Arte moderna.

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  14. A proposito dell'immagine della Madonna della Misericordia, secondo Gaspare Palermo Gaspare Bonet fabbrica “una Cappelluccia con entro una immagine di Nostra Signora della Pietà. Era questa nell’angolo di un granaio che oggi è pur angolo della nuova chiesa” G. Palermo, Guida istruttiva della città di Palermo, Palermo 1816, p. 299.
    La costruzione quindi sarebbe degli anni '80 del XVI secolo.
    Peraltro il piano della Guzzetta, si forma sui depositi alluvionali del Kemonia nella seconda metà del XV secolo e alla data del vespro l'area era alveo fluviale

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  15. Leggendo questo post ho fatto una scorpacciata di storia.Complimenti al creatore del blog e a tutti i commentatori,che trovo molto ferrati nell'argomento.

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  16. Si racconta che i siciliani, per individuare i francesi che si camuffavano fra i popolani, facessero ricorso ad uno shibboleth mostrando loro dei ceci («cìciri», nella lingua siciliana chiedendo di pronunziarne il nome; quelli che venivano traditi dalla loro pronuncia francese, venivano immediatamente uccisi.
    Angela

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