martedì 4 settembre 2012

IL SALVATAGGIO DI UN SOLDATO

Anche questo racconto che segue mi è stato fornito da un'amica del gruppo facebook, una di quelle testimonianze di guerra drammatiche ma affascinanti. Buona lettura a tutti.
I racconti di zù Anciluzzu - 
("Chi salva un'anima è come se avesse salvato l'intero universo: è scritto nel Talmud")
Era stato annunciato l'armistizio.. I Tedeschi prima erano alleati dell’Italia, poi diventano nemici. I tedeschi, considerando gli italiani traditori, diventano i nuovi nemici. Comincia la Resistenza armata del popolo italiano contro i tedeschi. 
E’ il 9 settembre del'43, il generale Badoglio ha appena comunicato agli italiani che non si deve più sparare contro gli anglo-americani, ma che si può sparare a chiunque altro attacchi il territorio e gli abitanti. La decisione, improvvisa e alquanto nebbiosa (chi sono i nemici, adesso? E chi gli alleati?), provoca scompiglio in Italia ma anche tra i commilitoni in missione all’estero.
Poco tempo dopo mio padre si trovava al giardino a mungere le mucche quando improvvisamente vide entrare un soldato italiano con tanto di divisa, sudato e trafelato dalla folle corsa, affannato e ansimante, probabilmente un disertore,  chiese a mio padre se lo poteva nascondere perché era inseguito dai soldati tedeschi che lo volevano catturare.
"O figghiu miu santissimu"- rispose mio padre - "ma tu mi voi mettiri nei guai?... Ad ogni modo nasconditi qui e che Dio ce la mandi buona, a me e a te !”.
Lo nascose in mezzo alla mangiatoia dove gli animali mangiano l’erba e lo coprì di fieno ed erba a più non posso, poi si mise tranquillamente a continuare a mungere per non destare sospetti. Qualche persona, presumibilmente una spia o un simpatizzante dei tedeschi, aveva segnalato l’entrata in giardino del soldato. I tedeschi arrivarono di corsa gridando come belve inferocite ed entrarono nella stalla come fossero a casa loro puntando i fucili in direzione di mio padre che si sollevò dallo sgabello e alzò le mani in alto. I soldati iniziarono a parlare la loro lingua incomprensibile : “Dov’è soldaten italien ?“ Intanto mio padre voleva fare intendere di non aver visto nessuno e di non sapere niente.
"Tu helfen soldaten italien ! " Volevano dire che mio padre stava aiutando il soldato a nascondersi, e papà gesticolava facendo segno di no, che non era vero ! E così i soldati iniziarono la perquisizione, salirono sul fienile, guardarono sotto le pance delle vacche, dietro la stalla, salirono sul tetto, si avvicinarono alle mangiatoie e guardarono le mucche che in quel momento mangiavano tranquillamente... Qualcuno infilò il calcio del fucile dentro la paglia per fortuna senza nessun risultato. In quel momento stava agendo la mano di Dio !
Dopo un tempo che sembrava un eternità e il sudore freddo per il turbamento e la trepidazione, finalmente se ne andarono via !
Dopo qualche ora quando mio padre capì che le acque si erano calmate e i tedeschi se ne erano andati definitivamente, fece uscire il soldato pallido come un panno bianco, gli fece bere una ciotola di latte e lo chiuse nella stalla, dicendogli di stare tranquillo perché doveva correre a casa per prendere degli indumenti e farlo cambiare in modo da togliersi quella divisa italiana. Ebbene quella volta mio padre salvò la vita a questo giovane. La divisa fu gettata nel fuoco e bruciata e il ragazzo se ne andò verso il suo destino. Inutile dire quanti furono i ringraziamenti.
Mio padre non seppe mai il nome di quel ragazzo, non ci fu il tempo per chiederglielo e così di lui non riuscì a sapere mai più niente. Con gli anni pensava spesso a quel giovane soldato e avrebbe voluto sapere qualcosa di lui e di come gli era andata a finire, avrebbe avuto piacere nel  rivederlo e commentare assieme quel momento per tutti e due tragico, anche perché poteva finire in maniera funesta per entrambi, l’uno perché era sfuggito alla cattura e l’altro per averlo nascosto !
Insomma mio padre quella volta rischiò la fucilazione !
Il protagonista della storia - 1
Il protagonista della storia - 2

   
 

7 commenti:

  1. Mizzica (emozionante) mi è sembrato di vedere tutta la scena ... !!! Sempre dalla parti della "Pirriera" scommetto ?!? Drammatica e commovente storia, ben raccontata , grazie !!!

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  2. Uno splendido e tragico quadro di ciò che fu quell'epoca per tante persone, che avendo un cuore grande e coraggioso sfidavano la morte per salvare la vita ad altri.

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  3. Federico Ferlito4 settembre 2012 14:00

    E'una storia interessantissima,ma quasi routinaria in quei periodi.Gli stessi soldati italiani erano depressi dai fatti , come li stessi civili ormai esausti dal catastrofico andazzo della guerra. Questa situazione portava chiunque di buon senso nell'attuare atti eroici comprendendo la valenza dell'azione e valutando poco ripercussioni agghiacianti a cui si poteva andare incontro.

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  4. Ogni qualvolta sento o leggo di questi episodi di guerra, provo una profonda ammirazione nei confronti di persone che pur di aiutare l'altro mettono a rischio la propria vita.Sicuramente è segno di grande coraggio e sangue freddo.Peccato che non si sia saputo nulla della sorte del soldato salvato.

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  5. Grazia Grace N.4 settembre 2012 18:29

    La tragedia della guerra non riesce a lenire i buoni sentimenti....

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  6. Forse ho conosiuto "ron ancilu" se la stalla e quella "ru iaddinu i paparini" sopra il campo di calcio accanto le case di Miloro allora è lui. Io sono del '45 (v.lo Montecchiaro II) e andavo a prendere il latte la mattina e la sera per i miei fratelli. Prima verso la fine degli anni quranta portava il latte a casa ma lo mungeva dalle vacche e crape davanti la porta. Mi ricordo tutto con grande nostalggia.
    Ciao a tutti.

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  7. carmelo e ina lombardo13 gennaio 2013 22:10

    grazie per avere ricordato mio padre poichè forniva di latte sia la via Montalbo ,che l'Acquasanta e tutte le vie limitrofe.Ricordo il vicolo Montechiaro con nostalgia poichè mio padre portava anche lì del latte a molte famiglie .Un vicolo pieno di allegria e armonia di bambini.Grazie di questo pensiero .Ina .

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