sabato 27 agosto 2011

UN PRESUNTO GOSSIP OTTOCENTESCO

[ANEDDOTI] In via Maqueda, di fronte alla Galleria delle Vittorie, c'è un palazzo settecentesco al cui primo piano si vede una lapide che così recita : "Vincenzo Bellini angelo della musica fu in questa casa accolto e ospitato l'anno 1832". E fin qui nulla di strano. Ma dalla prima volta che mi capitò di leggere questa lapide, mi sorse più di un dubbio. Quella abitazione era famosa per aver ospitato, in tempi remoti, una casa d'appuntamento. E se fosse stata già "attiva" in quel periodo ? 
Dalle testimonianze che ho potuto raccogliere, la casa funzionava già nell'800 e durò fino a tutto il periodo della seconda guerra mondiale. Poi fu abitata in modo "normale", probabilmente anche a causa della legge Merlin che nel dopoguerra mise fine a questo tipo di fenomeno. Riprese tuttavia la sua ambigua funzionalità negli anni '60 e la cosa durò sino a una ventina d'anni fa... Su questo ne sono certo anch'io...ma non perchè l'avessi frequentata, ovviamente, ma soltanto perchè ci abitavo vicino, e nel quartiere tutti lo sapevano.
Vuoi vedere che il povero Bellini, morto prematuramente a 34 anni, nel 1835, oltre ad averci regalato capolavori musicali come la Norma o la Sonnambula, ci ha lasciato un gossip d'altri tempi ?
Magari non è così, ma i dubbi, in effetti, ci sono sempre stati...

La lapide in via Maqueda

8 commenti:

  1. ho dei ricordi di scuola riguardo a Bellini assiduo frequentatore di bordelli, che gli fecero fare una brutta fine, eppure, cercando su internet non risulta lui a essere morto di sifilide, ma Donizzetti.boh
    ma dove sarebbe esattamente questo palazzo?
    mg

    RispondiElimina
  2. Il palazzo è all'altezza di via Bari/via Napoli, ma di fronte. Bellini, se non sbaglio, morì per una infezione intestinale...

    RispondiElimina
  3. A quell'epoca era diffusa l'abitudine di frequentare case d'appuntamento,anche tra artisti.Non ci sarebbe dunque da meravigliarsi se le cose fossero realmente andate così.Gossip quindi presunto,ma aneddoto sicuramente gustoso.Bravo Fab !

    RispondiElimina
  4. Mah..molto interessante! Bravo fab!

    RispondiElimina
  5. non so quanto storicamente dimostrabile (ci vorrebbero dei carteggi o qualcosa del genere),ma direi possibile... notizia curiosa che meriterebbe comunque un approfondimento!
    Marco

    RispondiElimina
  6. Federico Ferlito24 settembre 2011 13:00

    Mi inchino davanti la cultura prostribolare dei commentatori anonimi e del relatore Fabio. Lo giuro e me ne dolgo ,che non ero a conoscenza di tale bordello in via Maqueda,mi sento,quindi piu' ricco nell'averlo appreso .
    Sono a conoscenza di altre ex case chiuse,in piazza San Francesco di Paola,in via Sammartino ed in piazza Sant'Oliva "Pensione Bugané" .
    Di inferiore livello,il Palazzetto dello Sport il vicolo Ragusi,la cooperativa delle Signorine in vicolo Marotta e il gran casino di Piazza del Cancelliere e dell'attiguo e dell'omonimo vicolo .
    Quindi,ora vorrei focalizzare l'attenzione sull'argomento di cui é tema ,ovvero,quel quartino,possibilmente abitato da Vincenzo Bellini e Ferlito.
    Credo proprio ,che lo abbia occupato e che la lapide non sia una bufala,poiche' non credo che colui il quale l'abbia applicata,non avesse speso delle somme,per creare un gossip postecipato di due secoli circa .
    Non credo proprio,che al tempo vi fosse un casino o qualche volenterosa signorina,per motivi diversi:
    Sia la Municipalita' che la Polizia,avevano regolamentato la piu' consona ubicazione delle case di piacere,definendo in modo chiaro che queste fossero disglocate in vie secondarie e non in principali,per motivi di decoro e di ordine pubblico.
    Un altro motivo era il divieto,ai gestori delle case e alle signorine "Libere professioniste", di alloggiare ospiti in modo stabile nei luoghi di lavoro .
    Pertanto deduco che :
    Vincenzo Bellini,corresse alla cavallina ,si !
    Che cavalcasse a livello prezzolato,puo'anche essere !!! anche se le donne non gli mancavano !!
    Che sfogasse le proprie liriche furie,proprio in via Maqueda non credo,era una strada troppo principale !
    Bell'articolo Fabio,continua così , che vai forte !

    RispondiElimina
  7. ... calma ragazzi, la lapide cita la dar del 1815 e non credo che a quel tempo esistessero "case di tolleranza"; Io sapevo che nel secolo XX vi era un luogo di "piacere" al n° 172. Farò una verifica di riscontro ...
    V.Z.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... scusate, correggo la data 1832 ...

      Elimina