lunedì 11 luglio 2011

LA BUCA DELLA SALVEZZA

La buca della salvezza

La lapide posta sopra la buca
[ANEDDOTI]  4 Aprile 1860...E' la data dell'ultima insurrezione antiborbonica a Palermo. Un mese dopo sbarcherà Garibaldi... Come tutte le sommosse contro il re napoletano, anche questa viene soffocata quasi subito nel sangue, anche perchè organizzata non benissimo e da pochi rivoltosi. Il tutto scoppia il 4 Aprile nei dintorni della Chiesa della Gancia, a due passi da Piazza Marina. Dopo poche ore, alcuni sono morti, altri sono catturati, altri ancora si danno alla macchia. Due tra i capi rivolta, Gaspare Bivona e Filippo Patti, si rifugiano nella cripta della Gancia, tra le sepolture dei frati del convento, per sfuggire ai gendarmi borbonici che rastrellano la zona a caccia degli insorti.
Passano 5 giorni, e senza nè cibo nè acqua, il Patti e il Bivona facendo breccia in un muro che dà sulla via Alloro, riescono a contattare una donna che passa di là. La donna capisce subito di chi si tratta e fa cenno di non preoccuparsi, che ci penserà lei. D'accordo con alcune "comari" simulano una rissa nella viuzza del 4 Aprile (ovviamente si chiamerà così solo dopo questi avvenimenti), distogliendo l'attenzione dei gendarmi. In pochi istanti la stradina diventa un caos di urla, spinte, zuffe, e, pare, anche qualche carretto rovesciato. Patti e Bivona allargano disperatamente la breccia nel muro, ed aiutati da persone che sono accorse, escono fuori e la fanno franca...
Il monumento chiamato appunto la "buca della salvezza" serve a ricordarci che sono le donne che da sempre fanno girare il mondo...

10 commenti:

  1. Federico Ferlito23 agosto 2011 16:09

    Sara' una piccola spigolatura,ma tutti non sanno che, quelle donne del popolo, che aiutarono con la finta rissa, Patti e Bivona, erano le Scopariote .
    Erano, il top delle STRACCHIOLE palermitane,
    addestrate ,fin da piccole al contendere da cortile .
    Le contese,intrise di parolacce e impropreri,
    culminavano con la rissa ,"TIRATA RI CAPIDDI" .
    Solo così, poterono attrarre l'attenzione dei
    gendarmi borbonici,impegnandoli, nel ripristino
    della pace a discapito della sorveglianza a cui
    erano preposti

    A queste donne ,la deputazione municipale avreb_
    be dovuto dedicare un pensiero piu' duraturo ed
    evidente,apponendo una lapide solo per loro .

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  2. Per l'ennesima volta ringrazio Federico, sempre attento e puntuale nei suoi interventi...
    E' anche questo uno dei luoghi della Palermo garibaldina assolutamente "vivi", così come altri siti relativi a fatti di quel periodo...

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  3. Pirtuso che guardaì con molta curiosità, avevo le mani impegnate a reggermi e assorbire il racconto affascinante che mi snocciolavano in un misto di italiano farcito da un dialetto colto, alla destra mia madrina Lidia e alla sinistra mio padrino Toni,protetto come in una fortezza. La fantasia mi portò come in una tridimensione, grida delle donne che sviarono i nemici favorendo la fuga di due palermitani con tanto coraggio affrontarono con tante difficolta i tiranni, la libertà.( Scialfa Salvatore)

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  4. aurelio bivona11 ottobre 2011 23:06

    io Aurelio Bivona discendente di mio bisnonno Gaspare ringrazio voi tutti per aver ricordato una pagina meravigliosa di quelle giornate. grazie a voi tutti.

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  5. Caro Aurelio,grazie di cuore per il tuo intervento... Mi chiedo : Hai qualche aneddoto magari un pò privato sul tuo bisnonno? Se si,scrivilo direttamente qui (se ti va) o contattami alla mail : paoloceraulo@libero.it...
    Grazie ancora ! Ci conto!

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  6. aurelio bivona18 ottobre 2011 21:04

    salve.vi invito ad andare al museo del Risorgimento a guardare il cannone che ha fabbricato Gaspare per quelle giornate.Gaspare era Maestro d'ascia. la saluto e mi congratulo per il lavoro su Palermo che ha fatto.

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  7. Testimonianza Indiretta di M.G.4 gennaio 2012 12:37

    M.G. conferma che Gaspare Bivona era il bisnonno della mia nonna materna.
    Ed un altro antenato, di cui pero' non é riuscita a risalire al nome, imprigionato e torturato dai Borboni, promise al suo carceriere di vendicarsi, laddove fosse riuscito a liberarsi,"mangiandogli il cuore". E racconta che, mantenne la promessa, infatti dopo aver ucciso il carceriere, gli squarcio' il petto ed in modo sprezzante gli morse il cuore!!!

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  8. Grazia Grace N.5 aprile 2012 09:46

    eh....la forza delle donne.....Punto.

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  9. bellissima storia.... ogni giorno sin da quando ero piccola, e la domenica mattina passavo da li, con mio padre, che con orgoglio mi raccontava le storie della palermo antica ( mio padre, appassionato della storia di palermo, mi ha trasmetto l'amore per essa) ammiravo la buca della salvezza .. e mi chiedevo quale storia potesse avere.. e fantasticavo... e ora so e capisco bene la storia che nasconde..

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  10. Sono più che appassionato di tutto ciò che riguarda la nostra Città. In merito avrei la grande curiosità di sapere in che anno fu installata l'attuale lapide in marmo e se esiste qualche vecchia foto della precedente con la "buca" sagomata in ferro. Grazie anticipate a chi darà risposta.

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